Forse te lo stai chiedendo anche tu.
"Perché dovrei donare, proprio io, che sto attraversando un dolore cosi' profondo? Perché dovrei contribuire alla formazione di professionisti che un giorno, forse, saranno in grado di aiutare? Non sto già pagando abbastanza? In dolore, in solitudine, in mancanza di risposte?
...Non dovrebbero pensarci le Istituzioni?"
È una domanda legittima.
E altrettanto legittima sarebbe, forse, quella di uno dei professionisti che da molti anni si dedica con passione, studio, energia e risorse personali — spesso sottratte alla propria famiglia — per capire come accompagnare al meglio chi ha vissuto un lutto perinatale.
Anche lui o lei potrebbero dire: "Perché dovrei ridurre il mio compenso, o lavorare gratuitamente? Che se lo paghino, come io ho pagato la mia formazione".
E qui, il cerchio potrebbe chiudersi.
Ognuno per sé.
Ma non è così che vogliamo vivere.
Non è così che vogliamo prenderci cura l’uno dell’altro.
Perché se c’è qualcosa che abbiamo imparato dalla sofferenza, è che da soli è tutto più pesante.
E che a volte basta un gesto, una parola, una presenza al momento giusto per cambiare il corso di una esperienza dolorosa.
Viviamo in una società in cui il benessere è spesso un affare, più che un valore.
Eppure, ci sono ancora persone che scelgono di esserci per gli altri.
Persone che ogni giorno si impegnano per creare spazi di ascolto, accoglienza e cura per chi è nel pieno di una tempesta.
La raccolta fondi “Piume di Sogni&LuttoPerinataleLife” è nata proprio da questo desiderio: contribuire a formare professionisti capaci di stare accanto a chi affronta il dolore indicibile di un lutto perinatale.
Perché il supporto non sia lasciato al caso, alla buona volontà del singolo o delle Istituzioni, ma diventi una risorsa reale e fruibile, competente, umana e sensibile.
Non lo facciamo per gloria.
Non lo facciamo per un tornaconto.
Lo facciamo perché crediamo che nessuno piu’ debba trovarsi ad affrontare questo dolore in solitudine.
Perché sappiamo cosa significa sentirsi smarriti, incompresi, abbandonati.
Se anche tu lo sai — se nella tua esperienza hai toccato con mano l’assenza di un sostegno adeguato — allora oggi puoi scegliere di fare la differenza.
Puoi scegliere di donare per aiutare a costruire un futuro in cui altri genitori, che purtroppo vivranno ciò che hai vissuto tu, possano trovare una mano tesa, una voce che accoglie, un professionista preparato e presente.
Forse nessuno ha fatto questo per te.
E questo ci addolora profondamente. Ma proprio per questo, oggi puoi diventare la persona che avrebbe fatto la differenza per te, per qualcun altro.
Se questa possibilità ha per te anche solo un piccolo valore, ti chiediamo di considerare una donazione.
Il tuo gesto contribuirà a creare quella cultura della cura e dell’ascolto che ancora troppo spesso manca.
Certo, puoi aspettare che le cose cambino da sole.
Oppure puoi scegliere di essere parte del cambiamento.
Noi ci siamo già messi in cammino.
Ti va di farlo insieme?Clicca qui per donare
Grazie,
Francesca
Testo ispirato dalla pubblicazione [Fuori dai denti] della dottoressa Erika Zerbini il 14 Marzo 2025 sulla pagina Facebook di Erika Zerbini