Prima di dicembre 2024 pensavo di ricevere il regalo di Natale più bello. Il test era positivo e il cuore era pieno di speranza. Alla prima visita, però, la camera gestazionale era vuota. Nessuno riusciva a spiegarmi davvero cosa stesse succedendo. Mi mandarono a fare un’altra ecografia e, senza alcun filtro, il medico disse: “Sembra una mola.” Da quel momento è iniziato un incubo. Ho affrontato un raschiamento e poi è arrivata la conferma: mola completa. Ho trascorso le feste di Natale con un’ansia indescrivibile, senza capire davvero cosa mi stesse accadendo. È seguito un anno di monitoraggio. Ad ogni controllo sentivo sempre le stesse parole: “Mi raccomando, non puoi rimanere incinta.” Facevo il prelievo del sangue e aspettavo con una paura assurda i risultati. È stato un anno sospeso, fatto di paura, attesa e speranza. Quando finalmente il monitoraggio è terminato, ho cercato di ritrovare fiducia. Avevo paura, tanta, ma abbiamo deciso di riprovarci. Sono rimasta incinta subito. Le beta erano perfette. Soffrivo tantissimo di acidità e i primi mesi sono stati difficili, ma poi abbiamo sentito il suo battito. Tutto sembrava andare per il verso giusto. Entrata nel quarto mese ho iniziato a stare meglio. Avevo più energie. Ero felice. Eravamo felici. Poi è arrivata la visita del quinto mese. La nostra bambina era cresciuta… ma il suo cuore aveva smesso di battere. In un istante, tutto si è fermato. Il vuoto che ho sentito quel giorno è ancora dentro di me. La nostra Aurora è nata il 17 maggio ed è volata in cielo, tra le stelle. Da allora continuo a chiedermi: perché? Vedo il mondo andare avanti. Vedo gli altri continuare a vivere, sorridere, progettare. Io, invece, sono rimasta ferma in quella stanza, in quel momento in cui mi hanno detto che il suo cuore non batteva più. Ogni giorno cerco di sopravvivere a un dolore che nessun genitore dovrebbe conoscere. Aurora sarà per sempre mia figlia. Anche se non posso stringerla tra le braccia, vivrà per sempre nel mio cuore. E forse condividere la nostra storia è il modo più bello che ho per continuare a pronunciare il suo nome e far sapere al mondo che è esistita. Che è amata. E che mi manca ogni singolo giorno.