Sotto le luci di Natale, anche il dolore ha diritto di esistere
Una lettera per mamme e papà
Ci sono luci che brillano nelle strade, nelle vetrine, negli alberi addobbati. Luci che parlano di festa, di attesa, di famiglia. E poi ci sono luci più silenziose, che nessuno vede ma che abitano i cuori di chi, sotto queste stesse luci, porta con sé un dolore immenso: quello di un bambino atteso e poi perso.
A voi, mamme e papà dal cuore ferito, va questo pensiero.
Il Natale arriva anche quando non ci si sente pronti. Arriva con i suoi suoni, i suoi colori, le domande gentili ma dolorose, i sorrisi che a volte pesano come macigni. Arriva anche quando dentro manca un posto a tavola, quando un nome non può essere pronunciato ad alta voce, quando i sogni che avevate immaginato tra queste luci si sono fermati troppo presto.
Eppure, anche sotto queste luci, il vostro amore continua ad esistere. L’amore per quel figlio che c’è stato. Un amore vero, profondo, che nessuna assenza potrà mai cancellare.
Forse vi sentite fuori tempo, fuori luogo, forse vi sembra di non appartenere più a questo clima di festa. E va bene così. Non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere il Natale dopo una perdita così grande. C’è solo il vostro modo, fatto di lacrime, silenzi, ricordi, rabbia, nostalgia e, a volte, anche di piccoli spiragli di pace che possono farvi sentire in colpa. Ma no, non c’è colpa nel respirare ancora, nel concedersi un momento di luce.
Sotto le luci di Natale potete anche non sorridere. Potete scegliere di stare in disparte, di proteggervi, di dire “non ce la faccio”. Potete tenere accesa solo una piccola luce nel cuore, una luce tutta vostra, dove custodire il vostro bambino, il vostro amore, la vostra storia.
Il vostro dolore è legittimo. La vostra perdita è reale. Il vostro legame è eterno.
In questo tempo così carico di emozioni contrastanti, desidero dirvi che non siete soli. Anche se vi sembra che il mondo continui a correre mentre voi siete fermi, c’è uno spazio in cui potete essere accolti così come siete, con il vostro dolore, la vostra fatica e il vostro amore immenso.
Che queste luci, anche se a volte fanno male, possano diventare per voi un luogo gentile in cui sostare. Senza forzature. Senza aspettative. Solo con verità.
Con rispetto profondo per ogni mamma, per ogni papà, per ogni piccolo battito che ha lasciato un segno eterno.
Con tutto il cuore.
Francesca Specchio
Psicologa e Pedagogista (Forlì FC)
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