Quando pensiamo al lutto, immaginiamo subito la tristezza.
Ma chi ha vissuto una perdita sa che il dolore non riguarda solo il cuore.
Si sente nel corpo, cambia il rapporto con gli altri, mette in discussione ciò in cui crediamo e il significato stesso della vita.
Per questo il lutto viene oggi visto sempre più come un’esperienza che coinvolge tutta la persona. Non solo le emozioni, ma anche il corpo, le relazioni e la dimensione spirituale. Comprendere queste quattro dimensioni può aiutarci a dare un nome a ciò che stiamo vivendo e, soprattutto, a ricordarci che qualunque sia la nostra esperienza, non siamo sbagliati.
La dimensione fisica
Dopo una perdita è normale sentirsi profondamente stanchi, avere difficoltà a dormire, perdere l’appetito o, al contrario, cercare conforto nel cibo. C’è chi sente un peso sul petto, un nodo allo stomaco, tensioni muscolari o una sensazione costante di esaurimento.
Nel lutto perinatale, il corpo della mamma attraversa anche un post parto. Gli ormoni cambiano, può arrivare la montata lattea, ci sono i tempi di recupero fisico del parto o di un cesareo.
Il corpo continua il suo percorso anche quando il bambino non è tra le sue braccia, e questo può rendere il dolore ancora più intenso.
Il corpo vive il lutto insieme a noi. Non è raro che continui a portarne i segni anche quando, da fuori, sembra che tutto stia tornando alla normalità.
Prendersi cura del proprio corpo, con gentilezza e senza pretendere troppo da sé, significa prendersi cura anche del proprio dolore.
La dimensione emotiva
Questa è probabilmente la dimensione di cui si parla di più.
Quello di cui si parla meno è che il lutto non è lineare e che emozioni apparentemente opposte possono convivere nello stesso momento.
Si può provare una profonda tristezza e, nello stesso tempo, sentire sollievo perché la sofferenza è finita.
Si può vivere un momento di serenità e sentirsi subito in colpa per aver sorriso. Si può provare rabbia e continuare ad amare profondamente chi non c’è più.
Le emozioni non seguono un ordine preciso. Arrivano a ondate, a volte sembrano allontanarsi e poi ritornano quando meno ce lo si aspetta.
Questo non significa che si stia tornando indietro. Significa semplicemente che il lutto è un processo vivo, che cambia insieme a noi nel tempo.
La dimensione sociale
Una perdita cambia inevitabilmente anche il modo in cui viviamo le relazioni.
Alcune persone si avvicinano con una presenza preziosa, altre si allontanano perché non sanno cosa dire. A volte siamo noi stessi ad avere bisogno di isolarci, perché ci sentiamo diversi da prima o perché non abbiamo le energie per affrontare il mondo.
Nel lutto perinatale può diventare difficile frequentare gli stessi ambienti di prima. Incontrare amiche in gravidanza, vedere neonati o partecipare a compleanni e feste di nascita può risvegliare un dolore profondo. Non è cattiveria, né egoismo: è il cuore che sta cercando di proteggersi mentre attraversa una ferita enorme.
Anche il modo in cui vediamo noi stessi può cambiare. Molti genitori fanno fatica a riconoscersi come mamma o papà quando il proprio bambino non è tra le loro braccia e il mondo intorno sembra non riconoscere quel ruolo. È una solitudine silenziosa, difficile da spiegare a chi non l’ha vissuta.
Sentirsi soli in questo percorso è più comune di quanto si immagini. Per questo trovare uno spazio in cui sentirsi accolti, senza dover spiegare o giustificare il proprio dolore, può fare una grande differenza.
La dimensione spirituale
Non parlo necessariamente di religione.
Per molte persone il lutto apre domande profonde. Perché è successo? Dove si trova ora il mio bambino? Lo rivedrò? Posso ancora sentire la sua presenza?
C’è chi mette in discussione le proprie convinzioni e chi, invece, trova nella spiritualità un nuovo punto di appoggio. C’è chi sente conforto nei rituali, nella natura, nei simboli o nei piccoli segni che incontra lungo il cammino.
Qualunque sia il proprio modo di vivere questa dimensione, darle spazio può aiutare a trovare un significato personale dentro un’esperienza che spesso sembra incomprensibile.
Un dolore che coinvolge tutta la persona
Queste quattro dimensioni non sono compartimenti separati.
Una notte insonne può rendere più difficile affrontare le emozioni. Sentirsi soli può intensificare il dolore. Ritrovare un senso o un momento di connessione spirituale può dare la forza per affrontare un’altra giornata.
Guardare al lutto attraverso queste quattro dimensioni significa riconoscere che non esiste un solo modo di attraversare una perdita e che ogni persona la vive in modo unico. Corpo, emozioni, relazioni e spiritualità meritano tutti di essere ascoltati, perché ognuno racconta una parte della nostra esperienza.
Prenderci cura di tutte queste dimensioni non cancella il dolore, ma ci permette di attraversarlo con maggiore consapevolezza, rispettando i nostri tempi e accogliendo ciò che siamo diventati.
Testo a cura di Valeria Fassio, Grief Coach specializzata nel supporto ai genitori che hanno vissuto un lutto perinatale. Con un approccio olistico, integra strumenti pratici, crescita personale e spiritualità per accompagnare ogni persona ad attraversare il dolore con maggiore consapevolezza e ad accogliere ciò che è diventata.
Instagram @valeria.lutto.e.luce
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Ph credits: foto di KATRIN BOLOVTSOVA: https://www.pexels.com/it-it/foto/astratto-cerchio-squillare-forma-7307216/