Retaggi culturali, superficialità, poca conoscenza e paura portano però spesso la nostra Società a non riconoscere la morte perinatale come una morte vera e propria.
Perdere un figlio in gravidanza, interrompe il processo di trasformazione in genitore non solo nella donna, ma anche nell’uomo, facendo sfumare in esso quel processo di genitorialità iniziato quando gli è stata comunicata dalla partner la gravidanza.
La naturopatia e l’approccio olistico possono rappresentare un valido aiuto per fornirci un sostegno a livello fisico, ma anche per lavorare sul riequilibrio energetico e psico-emozionale durante e dopo un lutto perinatale.
Francesca Primitivo ci racconta il suo modo di accompagnare le donne che vivono o hanno vissuto esperienze difficili o diverse di maternità.
Il dolore, il senso di solitudine e impotenza, le domande che ci poniamo vanno il più possibile ascoltati, vissuti ed elaborati con i nostri tempi e modi per non ritrovarci schiacciati da un blocco emozionale che sembra senza via di uscita.
Studi scientifici hanno rilevato che le donne che subiscono un aborto spontaneo possono presentare un forte stress mentale ed emotivo ed incorrere a disturbi dell’umore in maniera più elevata.
"...È qui che i genitori che hanno vissuto un aborto possono eseguire dei semplici riti di commemorazione; si inchinano profondamente, osservando un rispettoso silenzio, accendono qualche candela e recitano brevi preghiere. Questi rituali sono legati all’elaborazione del lutto e alla commemorazione dei defunti."
Accettare la propria emozione è il presupposto per viverla in modo consono con la propria personalità, e questo può aiutare a risolvere sintomi con radici psicosomatiche, possibili anche nel periodo di ricerca di una gravidanza che tarda ad arrivare.